Inserito da: drdario | 6 Settembre 2008

La nostra strumentazione

Io e i miei amici facciamo un gioco. E’ un gioco molto stupido, forse per questo lo trovo divertente.  Abbiamo degli strumenti, che servono per valutare il mondo che ci circonda. Non ce li abbiamo davvero, però ce li inventiamo, e sono strumenti molto importanti. I nostri strumenti hanno tutti delle belle lancette, a cui si aggiungono spie, suoni, pulsanti.

Con ordine, così si capisce.

Non possiamo non guardare una persona senza  dare, ormai quasi involontariamente, un’occhiata all’annometro, che ci dà un’idea di massima sulla sua età. Ulteriori conferme potremmo averle guardando il capellometro (se è sul bianco e l’annometro su valori alti vuol dire che tutto è nella norma), il rugometro, o, all’opposto, la spia  del passegino (o della culla in casi estremi). Mi scordavo di dire che abbiamo uno strumento indispensabile che è il sessometro: se in condizioni normali questo ci garantisce una lettura chiara e incontestabile, esistono situazioni in cui la lancetta è terribilmente a metà, ma questo vale solo in casi particolari, ed è bene notare che in questi casi solitamente il brasilianometro è al massimo.

La funzione dello gnoccometro è chiara a tutti, ed è evidente che a questa lettura debba seguire quella del fidanzometro. Quest’ultimo ha nel suo quadrante un’altra lancetta, quella del negrometro. So che potrebbe risultarvi razzista, ma come diceva il mio Professore, negro non è nient’altro che l’aggetivo che sta a significare di colore nero. “[...]La dolce lode or delle negre chiome[...]” scriveva Leopardi, e quindi niente storie. Non sostituiremo mai il nostro negrometro con un nerometro, un africanometro o un diversamentecoloratometro. Sarebbero poco precisi. Va da sè che un occhio allo sbombachiurlometro un bravo osservatore non dimentica di darlo.

Però non si pensi che abbiamo solo cose per valutare le persone. Saremmo dei poveracci. Vi faccio un esempio, quando si va ad un ristorante dalle nostre parti ci assicuriamo di avere un parcheggiometro sul verde, ma anche un vicinometro su valori che ci garantiscano di non arrivare al locale con lo stancometro alto. Questa era una cosa che Valerio tempo fa non faceva spesso, dal momento che quando trovava parcheggio, la sua spia Ticosa era sempre accesa. Entrati in un ristorante, non ci si cura nemmeno di guardare il tavolometro, che deve essere per forza almeno su 1, altrimenti non sarebbe un ristorante, quanto piuttosto il liberometro ad esso associato; questi check si possono evitare se si è stati previdenti nel settare, alcune ore prima,  il prenotazionometro sul numero di commensali. Quando settate il vostro prenotazionometro, inserite sempre la password Evolvi, che è semplice da ricordare e da comunicare al cameriere ed inoltre, essendo molto rara (ce lo dice il rarometro), vi permetterà di mantenere l’errorometro su 0. Scegliere i piatti diventa più semplice se osservate l’indicatore di probabilità di bontà, che segnerà lo stesso valore (o addirittura di meno) del buonometro solo se il cuoco ha un bravometro molto alto e se gli ingredienti hanno un qualitatometro adeguato. Per scegliere da bere Alessandro è l’addetto al vinometro, ed al relativo prezzometro. Durante la cena, alcuni discorsi sono per noi immancabili, uno su tutti le news sul fratello di uno di noi: se la spia Michele indica presente, e se il veronicometro è su “novità”, il divertimento è assicurato.  Poi ci si augura che il contometro non ci faccia brutti scherzi. Dopo cena, sebbene per molti di noi la lucetta Casa del Br o dell’Anto stia lampeggiando, spesso anche la lancetta dell’indicatore accanto è sul Vorrei ma non posso. Forse è meglio così, sia mai che il malatometro della madre della ragazza sia sul rosso. Poi ci toccherebbe vedere attivarsi il cazziatometro anche se il mesometro è alto.

Si sceglie allora di andare alla Dama. Il persometro a questo punto non ci lascia scampo.

E questo, non è che un niente in confronto a quello che non ho detto.

 

 


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