Inserito da: drdario | 7 Febbraio 2009

Frost/Nixon – Il Duello

frostnixonilduello Frost/Nixon – Il Duello (Frost/Nixon, Usa, 2008) di Ron Howard; con Frank Langella, Michael Sheen, Kevin Bacon, Rebecca Hall, Toby Jones, Matthew MacFadyen, Oliver Platt, Sam Rockwell, Patty McCormack, Andy Milder, Kate Jennings Grant, Gabriel Jarret, Jim Meskimen, Geoffrey Blake, Clint Howard.

Dall’omonimo spettacolo teatrale firmato da Peter Morgan (già autore del pluripremiato The Queen), arriva nelle nostre sale la trasposizione cinematografica di Frost/Nixon, ultimo lavoro del regista Ron Howard

Il film è incentrato sulle celebri interviste che nel 1977 Nixon, a tre anni dalle dimissioni dopo lo scandalo Watergate, concesse a David Frost, astro nascente dell’intrattenimento televisivo. I protagonisti rimangono gli stessi dello spettacolo teatrale: Frank Langella nuovamente nel ruolo di Nixon (che gli aveva già permesso di ottenere un Tony Award, l’Oscar teatrale) e Micheal Sheen nei panni di David Frost dopo aver interpretato per due volte Tony Blair (The Queen e The Deal).

Grande successo di critica in tutto il mondo, il film è lanciatissimo agli Oscar con 5 nomination (di quelle pesanti): miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Langella), miglior sceneggiatura non originale, miglior montaggio. 

In due ore di film assistiamo alla caduta del Presidente, alla contemporanea ascesa dell’istrionico Frost come presentatore nei network di mezzo mondo, fino al realizzarsi della folle idea di organizzare un’intervista nella quale Frost spera di strappare una confessione sugli errori dell’ex Presidente, mentre Nixon vorrebbe approfittare dell’inesperienza del giornalista per ricostruirsi la tanto agognata buona reputazione. 

Ma che cos’è esattamente questo Frost/Nixon? Meglio cominciare a dire che cosa non è. Non è un film sul caso Watergate,  che viene richiamato in maniera frammentaria, con le intercettazioni telefoniche, spezzoni di notiziari dell’epoca, immagini delle manifestazioni di piazza. Non è un film biografico, nè su David Frost, nè su Richard Nixon, dei quali non ci viene detto nulla all’infuori di quel ristretto lasso temporale.  

E’ un film su un’intervista, che diventerà una pietra milare del giornalismo, vero, ma pur sempre un’intervista. Ma questo non è un limite per il film, che forte di una sceneggiatura ben scritta, di un’ottima regia e di interpretazioni eccezionali risulta sempre incalzante e avvincente. La chiave di lettura pugilistica è evidente e descrive bene un certo tipo di giornalismo anglosassone: il confronto con il potente non cade mai nell’accondiscendenza, è un duello spesso provocatorio per cercare di far valere la propria idea. Vediamo i due sfidanti salutarsi prima della campana, ci sono schermaglie, provocazioni, i due si studiano fin nei minimi dettagli. Ci sono giudici di gara attenti a valutare i tempi dello scontro, time-out e gente in trepidazione accanto al ring. Frost inizialmente si rende conto di aver sottovalutato l’avversario, che riesce a metterlo in difficoltà giustificando senza problemi ogni sua azione dubbia. Ma come nella più classica delle trame si arriva alla svolta: l’eroe buono comprende i suoi errori e vince, il vecchio malvagio si arrende e traspare finalmente il suo lato umano. Dal punto di vista cinematografico è poi valido il parallelismo fra i due protagonisti, che sotto molti aspetti ci appaiono simili, tanto da far sembrare l’incontro fra i due quasi inevitabile.

Una delle (poche) critiche mosse al film è proprio l’indulgenza concessa a Nixon nella parte finale della pellicola: un uomo malto e sconfitto, confinato a una solitudine pressocchè totale. Pure un po’ rincoglionito, perchè no? Il problema è che Nixon ci fa quasi tenerezza. Ma è davvero una critica valida? Uno di Nixon può farsi l’idea che vuole, il film parla delle interviste, tutto ciò che c’è attorno può essere romanzato, a mio parere, senza farsi troppi sensi di colpa.

Molto intelligente la riflessione sul ruolo della televisione. Un collaboratore di Frost afferma che il potere sminuente della tv fu alla base del successo delle interviste. Per far arrivare un messaggio alla gente bisogna essere chiari, semplici e diretti. Sottovalutare la potenza di questo incredibile mezzo può avere conseguenze molto gravi. Avrebbe potuto far assurgere Nixon al ruolo di eroe, decretando la fine di Frost e del suo team. Spesso purtroppo è quello che accade.

Stiamo attenti a quello che guardiamo in televisione, giudichiamolo sempre con sguardo critico se ne siamo in grado.

 

 


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