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	<title>Il blog di Dario</title>
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		<title>Il blog di Dario</title>
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		<title>Frost/Nixon &#8211; Il Duello</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 11:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drdario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Frost/Nixon &#8211; Il Duello (Frost/Nixon, Usa, 2008) di Ron Howard; con Frank Langella, Michael Sheen, Kevin Bacon, Rebecca Hall, Toby Jones, Matthew MacFadyen, Oliver Platt, Sam Rockwell, Patty McCormack, Andy Milder, Kate Jennings Grant, Gabriel Jarret, Jim Meskimen, Geoffrey Blake, Clint Howard.
Dall&#8217;omonimo spettacolo teatrale firmato da Peter Morgan (già autore del pluripremiato The Queen), [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=83&subd=drdario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-82" title="frostnixonilduello" src="http://drdario.files.wordpress.com/2009/02/frostnixonilduello.jpg?w=210&#038;h=300" alt="frostnixonilduello" width="210" height="300" /><a href="http://www.cineblog.it/post/14028/2%C2%B0-spot-tv-per-frostnixon-di-ron-howard"></a><strong> Frost/Nixon &#8211; Il Duello</strong> (<em>Frost/Nixon, Usa, 2008</em>) di Ron Howard; con Frank Langella, Michael Sheen, Kevin Bacon, Rebecca Hall, Toby Jones, Matthew MacFadyen, Oliver Platt, Sam Rockwell, Patty McCormack, Andy Milder, Kate Jennings Grant, Gabriel Jarret, Jim Meskimen, Geoffrey Blake, Clint Howard.</p>
<p style="text-align:justify;">Dall&#8217;omonimo spettacolo teatrale firmato da <a href="http://www.imdb.com/name/nm0604948/" target="_blank">Peter Morgan</a> (già autore del pluripremiato <a href="http://www.imdb.com/title/tt0436697/" target="_blank"><em>The Queen</em></a>), arriva nelle nostre sale la trasposizione cinematografica di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Frost/Nixon_(play)" target="_self"><em>Frost/Nixon</em></a>, ultimo lavoro del regista <a href="http://www.imdb.com/find?s=all&amp;q=Ron+Howard&amp;x=0&amp;y=0" target="_self">Ron Howard</a>. </p>
<p style="text-align:justify;">Il film è incentrato sulle celebri <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Frost/Nixon_interviews" target="_blank">interviste</a> che nel 1977 <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_M._Nixon" target="_blank">Nixon</a>, a tre anni dalle dimissioni dopo lo scandalo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Watergate" target="_blank">Watergate</a>, concesse a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_Frost" target="_blank">David Frost</a>, astro nascente dell&#8217;intrattenimento televisivo. I protagonisti rimangono gli stessi dello spettacolo teatrale: <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001449/" target="_blank">Frank Langella</a> nuovamente nel ruolo di Nixon (che gli aveva già permesso di ottenere un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tony_Award" target="_blank">Tony Award</a>, l&#8217;Oscar teatrale) e <a href="http://www.imdb.com/name/nm0790688/" target="_blank">Micheal Sheen</a> nei panni di David Frost dopo aver interpretato per due volte Tony Blair (<em>The Queen</em> e <em><a href="http://www.imdb.com/title/tt0381131/" target="_blank">The Deal</a></em>).</p>
<p style="text-align:justify;">Grande successo di critica in tutto il mondo, il film è lanciatissimo agli Oscar con 5 nomination (di quelle <em>pesanti</em>): miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Langella), miglior sceneggiatura non originale, miglior montaggio.<em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span id="more-83"></span></em></p>
<p style="text-align:justify;">In due ore di film assistiamo alla caduta del Presidente, alla contemporanea ascesa dell&#8217;istrionico Frost come presentatore nei network di mezzo mondo, fino al realizzarsi della folle idea di organizzare un&#8217;intervista nella quale Frost spera di strappare una confessione sugli errori dell&#8217;ex Presidente, mentre Nixon vorrebbe approfittare dell&#8217;inesperienza del giornalista per ricostruirsi la tanto agognata buona reputazione. </p>
<p style="text-align:justify;">Ma che cos&#8217;è esattamente questo <em>Frost/Nixon</em>? Meglio cominciare a dire che cosa non è. Non è un film sul caso Watergate,  che viene richiamato in maniera frammentaria, con le intercettazioni telefoniche, spezzoni di notiziari dell&#8217;epoca, immagini delle manifestazioni di piazza. Non è un film biografico, nè su David Frost, nè su Richard Nixon, dei quali non ci viene detto nulla all&#8217;infuori di quel ristretto lasso temporale.  </p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; un film su un&#8217;intervista, che diventerà una pietra milare del giornalismo, vero, ma pur sempre un&#8217;intervista. Ma questo non è un limite per il film, che forte di una sceneggiatura ben scritta, di un&#8217;ottima regia e di interpretazioni eccezionali risulta sempre incalzante e avvincente. La chiave di lettura pugilistica è evidente e descrive bene un certo tipo di giornalismo anglosassone: il confronto con il potente non cade mai nell&#8217;accondiscendenza, è un duello spesso provocatorio per cercare di far valere la propria idea. Vediamo i due sfidanti salutarsi prima della campana, ci sono schermaglie, provocazioni, i due si studiano fin nei minimi dettagli. Ci sono giudici di gara attenti a valutare i tempi dello scontro, <em>time-out </em>e gente in trepidazione accanto al ring. Frost inizialmente si rende conto di aver sottovalutato l&#8217;avversario, che riesce a metterlo in difficoltà giustificando senza problemi ogni sua azione dubbia. Ma come nella più classica delle trame si arriva alla svolta: l&#8217;eroe <em>buono </em>comprende i suoi errori e vince, il vecchio <em>malvagio</em> si arrende e traspare finalmente il suo lato umano. Dal punto di vista cinematografico è poi valido il parallelismo fra i due protagonisti, che sotto molti aspetti ci appaiono simili, tanto da far sembrare l&#8217;incontro fra i due quasi inevitabile.</p>
<p style="text-align:justify;">Una delle (poche) critiche mosse al film è proprio l&#8217;indulgenza concessa a Nixon nella parte finale della pellicola: un uomo malto e sconfitto, confinato a una solitudine pressocchè totale. Pure un po&#8217; rincoglionito, perchè no? Il problema è che Nixon ci fa quasi tenerezza. Ma è davvero una critica valida? Uno di Nixon può farsi l&#8217;idea che vuole, il film parla delle interviste, tutto ciò che c&#8217;è attorno può essere romanzato, a mio parere, senza farsi troppi sensi di colpa.</p>
<p style="text-align:justify;">Molto intelligente la riflessione sul ruolo della televisione. Un collaboratore di Frost afferma che il potere sminuente della tv fu alla base del successo delle interviste. Per far arrivare un messaggio alla gente bisogna essere chiari, semplici e diretti. Sottovalutare la potenza di questo incredibile mezzo può avere conseguenze molto gravi. Avrebbe potuto far assurgere Nixon al ruolo di eroe, decretando la fine di Frost e del suo team. Spesso purtroppo è quello che accade.</p>
<p style="text-align:justify;">Stiamo attenti a quello che guardiamo in televisione, giudichiamolo sempre con sguardo critico se ne siamo in grado.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
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		<title>Australia</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 14:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drdario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Australia (Australia, Usa, Australia, 2008 ) di Baz Luhrmann; con Nicole Kidman, Hugh Jackman, David Wenham, Bryan Brown, Bruce Spence. Jack Thompson, John Jarratt, Ben Mendelsohn, Bill Hunter, Barry Otto, Essie Davis, David Gulpilil, Jacek Koman, Ray Barrett, Brandon Walters.


Uscito negli Stati Uniti e in Australia il 26 Novembre 2008, è finalmente arrivato anche sugli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=76&subd=drdario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-75" title="australia-4-21" src="http://drdario.files.wordpress.com/2009/01/australia-4-21.jpg?w=280&#038;h=412" alt="australia-4-21" width="280" height="412" /><em><strong></strong><strong>Australia</strong> </em>(<em>Australia, Usa, Australia, 2008 </em>) di Baz Luhrmann; con Nicole Kidman, Hugh Jackman, David Wenham, Bryan Brown, Bruce Spence. Jack Thompson, John Jarratt, Ben Mendelsohn, Bill Hunter, Barry Otto, Essie Davis, David Gulpilil, Jacek Koman, Ray Barrett, Brandon Walters.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Uscito negli Stati Uniti e in Australia il 26 Novembre 2008, è finalmente arrivato anche sugli schermi italiani uno dei film più attesi degli ultimi anni. Non si capisce perchè non abbia avuto l&#8217;onore di finire nel periodo natalizio, come nel resto dell&#8217;Europa, ma si sa bene che le case di distribuzione nostrane agiscono secondo una logica tutta loro.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Australia</em> è il progetto attraverso il quale il cinema australiano, capace  negli ultimi anni di sfornare molti talenti richiestissimi da Hollywood, ha voluto mettersi alla prova. Australiano il regista (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0525303/" target="_blank">Baz Luhrmann</a>, alla sua quarta prova e a sette anni dal successo di <em><a href="http://www.imdb.com/title/tt0203009/" target="_blank">Moulin Rouge!</a></em>), australiani tre dei quattro sceneggiatori (fra i quali figura lo stesso Luhrmann), australiani i due protagonisti e molti altri membri del cast, australiano <a href="http://www.imdb.com/name/nm0386595/" target="_blank">David Hirschfelder</a> (che firma la colonna sonora), australiani parte dei 130 milioni di dollari di budget (<a href="http://www.bazmark.com/" target="_blank">Bazmark Production</a>), australiane tutte le location. Insomma, forse la scelta del titolo non è stata poi troppo ardua.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-76"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Kolossal di poco meno di tre ore, ambientato negli anni della Seconda Guerra Mondiale, il film racconta le vicende Lady Sarah Ashley (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0000173/" target="_blank">Nicole Kidman</a>), ricca inglese, vedova di un proprietario terriero, la quale eredita un enorme ranch in <a title="Australia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Australia"></a>Australia. Raggiunta la lontana terra capisce (grazie all&#8217;aiuto di Nullah, un bambino mulatto nipote di uno stregone aborigeno)  che la tenuta di famiglia rischia di cadere nelle mani di un latifondista senza scrupoli, sul punto di ottenere anche l&#8217;appalto per la fornitura di carne bovina per l&#8217;esercito australiano. Con l&#8217;aiuto del mandriano Drover (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0000173/" target="_blank">Hugh Jackman</a>) e di tutti i dipendenti del ranch, Lady Ashley intraprende un avventuroso viaggio attraverso lo sterminato continente per cercare di condurre la mandria a Darwin prima del rivale. Alla straordinaria impresa, coronata dallo sbocciare dell&#8217;amore fra i due protagonisti , fa da contraltare l&#8217;arrivo dei giapponesi e la drammatica constatazione che la guerra devasterà anche l&#8217;Australia.  Drover e Lady Ashley si troveranno divisi, Nullah verrà deportato come tutti i bambini mulatti (le <em>generazioni perdute</em>) e una seconda linea narrativa, decisamente drammatica, va a svilupparsi sullo sfondo di una straordinaria terra.</p>
<p style="text-align:justify;">Definire il genere di questo film è davvero difficile perchè unisce l&#8217;aspetto epico e melodrammatico tipico dei kolossal anni Quaranta (è stato paragonato a <a href="http://www.imdb.com/title/tt0031381/" target="_blank">Via col Vento</a>), ad alcuni toni da commedia che ne caratterizzano la prima parte, senza tralasciare le scene di guerra e la denuncia sociale. Il tutto dà un quadro sicuramente molto vario e complesso, ma quando si dice che il troppo storpia si ha ragione. L&#8217;estrema varietà forse è maggiormente apprezzabile ad una seconda visione, perchè il primo impatto è quello di trovarsi di fronte a qualcosa di imponente e non altrettanto coerente. Montaggio imperfetto? Qualcosa è stato tagliato? Sceneggiatura traballante? Per me è quest&#8217;ultima ipotesi, dal momento mi è sembrato che lo <em>screenplay</em> sia la vera pecca del film. La trama, se non originalissima, è in ogni caso funzionale, ma è articolata male. Lady Ashley passa nel giro di dieci minuti dall&#8217;essere un&#8217;oca urlante e schizzinosa al radunare a galoppo una mandria impazzita sul ciglio di un precipizio. Nullah passa dalla disperazione per aver perso la madre alla gioia infinita data da una canzone in pochi secondi, mentre suo nonno, lo stregone King George, è descritto come una sorta di improbabile divinità  (scala le montagne, non mangia mai, resiste alle bombe, uccide gli uomini con una lancia a mille metri di distanza). La scena in cui Drover si presenta al ballo all&#8217;improvviso me la aspetterei dallo <em>script</em> di <em>O.C.</em>, mentre la rissa iniziale fuori dal saloon sembra presa da un film di Bud Spencer, ma è veramente il minore dei mali. Decisamente troppo forte poi lo stacco fra la prima e la seconda parte del film: a mandria caricata sulla nave e ad amore sbocciato ci si aspetta che il film sia finito, ma così non è, e ci si ritrova a seguire una seconda parte che, per quanto bella, sembra protrarsi all&#8217;infinito.</p>
<p style="text-align:justify;">Nulla da dire sulle location e sulla fotografia, i veri punti di forza della pellicola. Viene voglia di andarci in Australia, terra sconfinata rappresentata da stupendi colori pastello, il giallo su tutti. E sembra davvero di avere davanti un film d&#8217;altri tempi, quindi le aspettative da questo punto sono totalmente soddisfatte. La colonna sonora è davvero notevole, così come la scelta di far risuonare frequentemente le prime note di &#8220;<em>Somewhere over the rainbow</em>&#8220;, che contribuiscono a dare al film la sua fascinosa aria retrò.</p>
<p style="text-align:justify;">La recitazione poi è a un livello assolutamente apprezzabile. I personaggi secondari sono tutti ben interpretati, sia i buoni che i cattivi. Hugh Jackman fa un ottimo lavoro, rude e antipatico quando serve, coraggioso e passionale in seguito. Nicole Kidman offre a mio avviso un&#8217;altra bella prova di attrice: non siamo ai livelli di <em><a href="http://www.imdb.com/title/tt0120663/" target="_blank">Eyes Wide Shut</a></em> o di <em>Moulin Rouge!</em> (qui diretta dallo stesso Luhrmann), ma in ogni caso conferma di essere una bravissima attrice.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, per concludere, <em>Australia</em> è da vedere. Ha delle gravi pecche, ma in mezzo a tanti film-spazzatura è comunque un bel lavoro. Forse è la conferma che se prendi tante cose belle e le metti insieme non ottieni sicuramente una cosa bellissima; forse il film ti lascia con l&#8217;idea di un&#8217;occasione sfruttata a metà, ma non credo di poter condividere il giudizio di chi l&#8217;ha stroncato sul nascere. Sbagliate erano in quel caso le aspettative gonfiate sul <em>film del secolo</em>, ma non credo che in quel caso la banda di australiani ne abbia responsabilità. Hanno comunque offerto un degno tributo alla loro terra, l&#8217;Australia.</p>
<p>P.S. Volevo terminare con la frase poetica, ma un ultimo dubbio mi sovviene.</p>
<p style="text-align:justify;">Cari traduttori italiani, dopo svariati decenni di cinema sonoro, far parlare gli aborigeni come dei baluba che, pur sapendo la grammatica alla perfezione, usano tutti i verbi all&#8217;infinito, è davvero l&#8217;unica idea che avete?</p>
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		<title>Chi paga per i peccati degli stupidi?</title>
		<link>http://drdario.wordpress.com/2008/11/15/chi-paga-per-i-peccati-degli-stupidi/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 14:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drdario</dc:creator>
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Il 25/11 è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un argomento sul quale non si può mai essere abbastanza informati e che quindi da iniziative come questa ricava una visibilità essenziale. Fra le tante proposte lodevoli, in questi ultimi giorni ha trovato spazio sui media la campagna di sensibilizzazione di Telefono Donna, con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=69&subd=drdario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_70" class="wp-caption alignleft" style="width: 194px"><a href="http://drdario.files.wordpress.com/2008/11/omni_14376729_30090.jpg"><img class="size-medium wp-image-70" title="omni_14376729_30090" src="http://drdario.files.wordpress.com/2008/11/omni_14376729_30090.jpg?w=184&#038;h=299" alt="Il manifesto di Telefono Donna" width="184" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Il manifesto di Telefono Donna</p></div>
<p style="text-align:justify;">Il 25/11 è la <em>Giornata internazionale contro la violenza sulle donne</em>, un argomento sul quale non si può mai essere abbastanza informati e che quindi da iniziative come questa ricava una visibilità essenziale. Fra le tante proposte lodevoli, in questi ultimi giorni ha trovato spazio sui media la campagna di sensibilizzazione di <a href="http://www.telefonodonna.it/" target="_blank">Telefono Donna</a>, con tanti commenti sui manifesti che dovrebbero essere esposti in 500 luoghi pubblici del comune di Milano. Il guaio è che invece di soffermarsi sul messaggio-shock (ovvero: solo il 4% delle delle violenze verrebbe denunciato), qualcuno ha pensato bene di criticare la <em>forma</em> con cui questo si presenta, in difesa di una non meglio precisata morale e sensibilità comune. Ma andiamo con ordine. Il manifesto ci mostra una donna nuda su un letto, con le parti intime coperte da un lembo del lenzuolo, in una posizione chiaramente ispirata all&#8217;iconografia classica della crocifissione; il tutto è completato dalla scritta &#8220;<em>Chi paga per i peccati dell&#8217;uomo?</em>&#8221; e dall&#8217;inquietante dato di cui sopra.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-69"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Apriti cielo.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;Assessore al Decoro Urbano (Maurizio Cadeo) si è scagliato contro l&#8217;iniziativa, definendola &#8220;<em>offensiva per la nostra tradizione cristiana</em>&#8220;, e ha proposto di presentare un manifesto alternativo di comune accordo con un altro Assessore di Milano, tale signor Moioli. A riprova del fatto che gli stupidi si muovono in branco, non si fa attendere il rincaro della dose da parte del capogruppo di Alleanza Nazionale Carlo Fidenza (&#8220;<em>ritiriamolo</em>&#8220;) e di Giulio Gallera di Forza Italia (&#8220;<em>si pensi a iniziative più concrete</em>[...] <em>meno a scimmiottare Oliviero Toscani</em>).</p>
<p style="text-align:justify;">A tutto ciò Telefono Donna come risponde? Stefania Bartocetti, Presidente della fondazione, replica che la campagna era stata autorizzata dal Comune, che aveva approvato i manifesti e concesso gli spazi per l&#8217;affissiione.</p>
<p style="text-align:justify;">Il mio personale commento a questa situazione forse dovrebbe essere molto articolato, come quelli che si trovano facilmente su internet o aprendo un quotidiano, mentre invece sarà estremamente scarno. A me la foto piace, e piace molto. La critica si basa sul fatto che è un manifesto molto disturbante e che ci fa sentire a disagio: e quindi? L&#8217;obiettivo è proprio quello. Se il problema principale della violenza sulle donne è che questa rimane nell&#8217;oscurità costringendo le vittime a convivere con la vergogna, la cura è dare visibilità al fenomeno. Si indignino poco questi signori (tutti maschi, guarda caso), facciano loro qualcosa di davvero concreto. L&#8217;assoluta efficacia della campagna è sotto gli occhi di tutti, ancor prima di inizare ufficialmente: se ne parla. Per dieci ignoranti che si soffermano sulla forma, cento vedono il contenuto. I paladini del moralismo e delle tradizioni sono già troppi in giro, scandalizzarsi per una cosa del genere significa offendere le donne e chi si impegna per sconfiggere questa piaga. Vi fa tanto orrore vedere la vostra bella Milano tappezzata di manifesti come quello della foto o come <a href="http://www.patriziolongo.com/files/imagecache/img_articolo_big/files/images/oliviero-toscani-anoressia.jpg" target="_blank">questo</a>? Forse  quello che dovrebbe disturbarvi è che ci sia la necessità di queste provocazioni. Ma siete troppo impegnati per rendervi conto dei veri problemi.</p>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>Meet the parents</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 20:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drdario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[
  
O dear God,
thank You.
You are such a good God to us, a kind and gentle&#8230;
and accommodating God.
And we thank You, Osweet,
sweet Lord of hosts&#8230;
for the&#8230;
smorgasbord&#8230;
You have so aptly lain at our table this day&#8230;
and each day&#8230; by day.
Day by day by day.
O dear Lord,
three things we pray.
To love Thee more dearly,
to see Thee [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=67&subd=drdario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0   14   false false false  IT X-NONE X-NONE              MicrosoftInternetExplorer4              &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;                                                                                                                                            &lt;![endif]--></p>
<p><!--[if gte mso 10]&gt;-->  <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">O dear God,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">thank You.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">You are such a good God to us, a kind and gentle&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">and accommodating God.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">And we thank You, Osweet,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">sweet Lord of hosts&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">for the&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">smorgasbord&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">You have so aptly lain at our table this day&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">and each day&#8230; by day.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">Day by day by day.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">O dear Lord,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">three things we pray.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">To love Thee more dearly,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">to see Thee more clearly,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">to follow Thee more nearly&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">day by day&#8230; by day.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:.0001pt;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;" lang="EN-US">Amen.</span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/drdario.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/drdario.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/drdario.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/drdario.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/drdario.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/drdario.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/drdario.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/drdario.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/drdario.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/drdario.wordpress.com/67/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=67&subd=drdario&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dottore</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 19:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drdario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.isfparma.org/images/stories/tocco.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.isfparma.org/images/stories/tocco.jpg" alt="" width="361" height="361" /></a></p>
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		<title>Cambiamo il mondo&#8230;idee?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 17:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drdario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google celebra in questi giorni il suo decimo compleanno, e fra le diverse iniziative, una merita attenzione: si chiama Progetto 10^100, un numero che può essere letto come 10000 decaexilioni oppure come, guarda un po&#8217;, un googol! Pensa a come cambiare il mondo essendo d&#8217;aiuto al maggior numero di persone che ti riesce, scrivi la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=61&subd=drdario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Google celebra in questi giorni il suo decimo compleanno, e fra le diverse iniziative, una merita attenzione: si chiama <a href="http://www.project10tothe100.com/intl/IT/index.html" target="_blank">Progetto 10^100</a>, un numero che può essere letto come 10000 decaexilioni oppure come, guarda un po&#8217;, un googol! Pensa a come cambiare il mondo essendo d&#8217;aiuto al maggior numero di persone che ti riesce, scrivi la tua idea <a href="http://www.project10tothe100.com/intl/IT/submit_your_idea.html" target="_blank">qui</a> e vai a vedere le proposte degli altri, non si sa mai che, fra una risata e l&#8217;altra, qualcuno abbia davvero l&#8217;intuizione geniale!</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://drdario.wordpress.com/2008/09/29/cambiamo-il-mondoidee/"><img src="http://img.youtube.com/vi/itR6ObknPZY/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/drdario.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/drdario.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/drdario.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/drdario.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/drdario.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/drdario.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/drdario.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/drdario.wordpress.com/61/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/drdario.wordpress.com/61/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/drdario.wordpress.com/61/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=61&subd=drdario&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Spore</title>
		<link>http://drdario.wordpress.com/2008/09/21/spore/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 10:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drdario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;oscurità dello spazio nero come l&#8217;inchiostro un meteorite piroetta oltre una stella infuocata, rasentando un&#8217;eruzione solare e dirigendosi verso un piccolo pianeta che orbita nelle vicinanze. Una grossa esplosione riempie l&#8217;atmosfera, e pezzi di meteorite esplodono in cielo prima di precipitare nell&#8217;oceano. Le rocce affondano lentamente verso il fondale. Una di esse si divide in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=54&subd=drdario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://itea.hp.electronicarts.se/images/images/168883-Spore-art-scheda-prodotto.jpg" alt="" width="345" height="307" />Nell&#8217;oscurità dello spazio nero come l&#8217;inchiostro un meteorite piroetta oltre una stella infuocata, rasentando un&#8217;eruzione solare e dirigendosi verso un piccolo pianeta che orbita nelle vicinanze. Una grossa esplosione riempie l&#8217;atmosfera, e pezzi di meteorite esplodono in cielo prima di precipitare nell&#8217;oceano. Le rocce affondano lentamente verso il fondale. Una di esse si divide in due e da lì nasce la vita.</p>
<p> </p>
<p><span id="more-54"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Panspermia, insomma. La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panspermia" target="_blank">teoria</a> secondo la quale la vita sul nostro pianeta avrebbe avuto origine a partire da forme primitive portate da una meteora. Non male come inizio per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Spore_(2008_video_game)" target="_blank">Spore</a>, il nuovo gioiello della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maxis" target="_blank">Maxis</a>, come sempre nato dalla mente di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Will_Wright" target="_blank">Will Wright</a>, quel signore a cui già dobbiamo la saga di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/SimCity" target="_blank">SimCity</a> e di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_sims" target="_blank">The Sims</a>, i videogiochi più venduti di sempre, con qualcosa come 150 milioni di copie.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;idea di base del gioco è davvero allettante: seguire, ma soprattutto determinare, il cammino evolutivo di una forma di vita da noi inventata, dal suo arrivo grazie al meteorite, fino al suo ritorno nello spazio, questa volta come società ipertecnologica. </p>
<p style="text-align:justify;">Il gioco si articola in cinque fasi, ognuna suddivisa ulteriormente in livelli intermedi scanditi dal completamento di numerosissime missioni. Eccole:</p>
<ul>
<li><span style="text-decoration:underline;">Cellula</span>: l&#8217;ispirazione per questa fase, secondo gli sviluppatori, è una pietra miliare nella storia dei videogiochi, ovvero <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pacman" target="_blank">Pac-Man</a>. In quesa fase la vostra cellula nuoterà in un brodo primordiale, alla ricerca di cibo: alghe, cellule simili alla vostra, uova, questo lo determinerete voi indirizzando la cellula verso la dieta che preferite. Bisogna stare attenti però, perchè agli occhi degli altri microbi (sì, avete dei veri occhi, simpatica trovata estetica), voi stessi siete un ottimo pasto. Nutrendovi crescerete di dimensioni, e accumulerete punti DNA, che potrete spendere per equipaggiare la cellula con spine, veleni, ciglia, bocche: insomma, tutto ciò che serve per sopravvivere. </li>
<li><span style="text-decoration:underline;">Creatura</span>: in questo caso il modello seguito è quello di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Diablo_(video_game)" target="_blank">Diablo</a>. La cellula è pronta per passare sulla terraferma, crearsi un nido, interagire con le altre creature e continuare a percorrere il cammino evolutivo. Sta a voi scegliere se dotare la creatura di zampe oppure se lasciarla strisciare. Sulla base del vostro comportamento nella fase precedente avrete accesso ad abilità ereditarie esclusive, che vi permetteranno di adottare uno stile decisamente aggressivo, oppure socievole, di vivere in disparte oppure di esplorare il pianeta alla ricerca delle altre creature. Accumulando punti DNA potrete aggiungere braccia, piedi, artigli, bocche, orpelli puramente decorativi e tanto altro, scegliendo fra un elenco di centinaia di parti (che voi stessi dovrete cercare). Al termine di questa fase, prima di procedere, si deve stabilire quale sarà l&#8217;anatomia definitiva della creatura, perchè non verrà più modificata. Le possibilità sono davvvero incalcolabili.</li>
<li><span style="text-decoration:underline;">Tribù</span>: chi si ricorda di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Populous" target="_blank">Populous</a>? Il cervello della vostra creatura è ormai grande, e un semplice nido è un insulto. Ora vi troverete infatti a gestire un villaggio vero e proprio. E&#8217; una svolta fondamentale del gioco, che passa definitivamente da una prospettiva in prima persona, ad essere un vero e proprio gestionale. I paesani avranno un abito tribale, disegnato da noi ovviamente, che permetterà di sottolineare il carattere aggressivo o quello socievole, di eccellere nella caccia e nella pesca, oppure di raccogliere la frutta e allevare altre creature (eh sì, non tutti i vostri amici della fase precedente sono ad uno stadio così avanzato!). Il villaggio può essere arricchito grazie all&#8217;accumulo del cibo, vera ricchezza di questa fase. Potrete aggiungere artigiani che fabbricano armi oppure strumenti musicali, scegliere se impressionare le altre tribù con le vostre abilità diplomatiche oppure se schiacciarle con la forza bruta. La distruzione di una tribù rivale o la sottoscrizione di un&#8217;alleanza ampliano la scelta di oggetti da aggiungere all&#8217;abito tribale e di strutture per il villaggio.</li>
<li><span style="text-decoration:underline;">Civiltà</span>: più <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Civilization_(series)" target="_blank">Civilization </a>che <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Simcity" target="_blank">SimCity</a> per questa parte del gioco. Si compie un balzo in avanti nella storia sorprendente, perchè quella che era una tribù di cacciatori/raccoglitori che passava il tempo attorno ad uno sciamano o adorando un totem ora è una civiltà avanzata, che partendo da una città cercherà di colonizzare il mondo intero. Anche in questo caso sta a voi decidere se con la guerra o con la diplomazia, se stabilire rotte commerciali e fondare città ricche e fiorenti a livello artistico oppure costruendo efficienti avamposti militari fortificati. La risorsa da accumulare è la preziosa spezia, un vapore rossastro che proviene dai geyser sparsi qua e là.  Ci viene chiesto di stabilire il progetto degli edifici (dal municipio al teatro, dalle fabbriche alle semplici abitazioni) e soprattutto dei veicoli. Questi ultimi sono il perno della fase civiltà: da questo momento in poi non saremo chiamati a guidare le nostre creature (che vedremo passeggiare nelle città), ma piuttosto veicoli, di terra, di mare o aerei. Non c&#8217;è limite alla fantasia anche in questa situazione, migliaia di parti fra cui scegliere permettono di creare tutto ciò che vi passa per la mente.</li>
<li><span style="text-decoration:underline;">Spazio</span>: si trovano riferimenti videoludici (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Simearth" target="_blank">SimEarth</a>) e cinematografici (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Close_Encounters_of_the_Third_Kind" target="_blank">Incontri ravvicinato del terzo tipo</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/2001:_A_Space_Odyssey_(film)" target="_blank">2001: Odissea nello spazio</a>, quest&#8217;ultimo più volte &#8220;citato&#8221; nel corso del gioco). Siamo al culmine di un percorso che ci ha visti partire come invisibili microbi. Ora stabiliamo come deve essere la nostra astronave e tuffiamoci nello spazio. Dovremo colonizzare nuovi pianeti, ricavando informazioni sulle creature che li abitano, portare a termine missioni standard o inventarcene di nuove. Verremo a contatto con civiltà aliene, come noi alla ricerca della spezia, e dovremo essere abili a non scatenare una guerra galattica (oppure l&#8217;esatto contrario). La fase spazio, dopo una prima parte di apprendimento puro che lascia al giocatore poca libertà, è il vero trionfo di Spore: tutto è sotto il nostro controllo, si può ripercorrere una qualsiasi delle fasi precedenti, osservare altre creature che provano ad arrivare dove siamo noi adesso, interagire con mondi lontani per osservare cosa abbiamo imparato nel corso di miliardi di anni. Insomma, se la sensazione di essere Dio nelle fasi precedenti era notevole, qui ne avrete la assoluta certezza.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Spore, è bello da vedere e semplice da usare. Ogni fase è preceduta da un tutorial nel quale, in un paio di minuti, vi vengono date solo le basi fondamentali perchè tutto il resto è intuitivo e vi permette di muovervi, sin dalla primissima partita, come giocatori esperti. E&#8217; divertente, e meritano di essere ricordati i filmati che lo arricchiscono, a volte davvero sorprendenti (sì, si possono saltare, ma sarebbe un delitto!). E&#8217; sterminato: questa è una caratteristica dei videogiochi Maxis molto apprezzata, ma Spore fa di più, permettendovi davvero di fare una partita ogni volta diversa. E se anche il single-player è poco per voi, l&#8217;esperienza di gioco online non vi deluderà, dandovi la possibilità di interagire con milioni di giocatori. E&#8217; coinvolgente: non si può dire che una fase sia meglio dell&#8217;altra, perchè il fatto di avere prospettive e obiettivi diversi le rende tutte molto belle, da un certo punto di vista sono cinque videogiochi diversi, da un altro sono legate strettamente.</p>
<p>Quindi, il giudizio su Spore non può che essere positivo, e anzi dire così è riduttivo. Il progetto più ambizioso di Will Wright, quello di cui si parlava da anni, è un capolavoro. Perchè, con le sue mille citazioni, è comunque qualcosa di unico, inimitabile. Dieci. E lode.</p>
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		<title>Large Hadron Rap</title>
		<link>http://drdario.wordpress.com/2008/09/14/large-hadron-rap/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 16:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drdario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Che bello, hanno acceso l&#8217;LHC.
Che cosa fa? Boh. Prende delle robe e le fa correre in una ciambella, in due direzioni diverse. E si aspetta il botto. Il CERN mette a disposizione circa 1600 pagine per chi volesse essere informato sul funzionamento della mega-ciambella e sugli esperimenti in corso.
In alternativa, alcuni scienziati (i più fancazzisti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=52&subd=drdario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Che bello, hanno acceso l&#8217;LHC.</p>
<p style="text-align:justify;">Che cosa fa? Boh. Prende delle robe e le fa correre in una ciambella, in due direzioni diverse. E si aspetta il botto. Il CERN mette a <a href="http://www.iop.org/EJ/journal/-page=extra.lhc/jinst" target="_blank">disposizione</a> circa 1600 pagine per chi volesse essere informato sul funzionamento della mega-ciambella e sugli esperimenti in corso.</p>
<p style="text-align:justify;">In alternativa, alcuni scienziati (i più fancazzisti mi verrebbe da pensare), hanno fatto un video, un piccolo rap per gli ignoranti come me. Godetevelo.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://drdario.wordpress.com/2008/09/14/large-hadron-rap/"><img src="http://img.youtube.com/vi/j50ZssEojtM/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/drdario.wordpress.com/52/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/drdario.wordpress.com/52/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/drdario.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/drdario.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/drdario.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/drdario.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/drdario.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/drdario.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/drdario.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/drdario.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/drdario.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/drdario.wordpress.com/52/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=52&subd=drdario&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La nostra strumentazione</title>
		<link>http://drdario.wordpress.com/2008/09/06/la-nostra-strumentazione/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 14:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drdario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Io e i miei amici facciamo un gioco. E&#8217; un gioco molto stupido, forse per questo lo trovo divertente.  Abbiamo degli strumenti, che servono per valutare il mondo che ci circonda. Non ce li abbiamo davvero, però ce li inventiamo, e sono strumenti molto importanti. I nostri strumenti hanno tutti delle belle lancette, a cui [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=48&subd=drdario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://drdario.files.wordpress.com/2008/09/a380cockpitm.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-49" title="a380cockpitm" src="http://drdario.files.wordpress.com/2008/09/a380cockpitm.jpg?w=300&#038;h=204" alt="" width="300" height="204" /></a>Io e i miei amici facciamo un gioco. E&#8217; un gioco molto stupido, forse per questo lo trovo divertente.  Abbiamo degli strumenti, che servono per valutare il mondo che ci circonda. Non ce li abbiamo davvero, però ce li inventiamo, e sono strumenti molto importanti. I nostri strumenti hanno tutti delle belle lancette, a cui si aggiungono spie, suoni, pulsanti.</p>
<p style="text-align:justify;">Con ordine, così si capisce.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-48"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Non possiamo non guardare una persona senza  dare, ormai quasi involontariamente, un&#8217;occhiata all&#8217;<strong>annometro</strong>, che ci dà un&#8217;idea di massima sulla sua età. Ulteriori conferme potremmo averle guardando il <strong>capellometro</strong> (se è sul bianco e l&#8217;annometro su valori alti vuol dire che tutto è nella norma), il <strong>rugometro</strong>, o, all&#8217;opposto, la spia  del <strong>passegino </strong>(o della <strong>culla</strong> in casi estremi). Mi scordavo di dire che abbiamo uno strumento indispensabile che è il <strong>sessometro</strong>: se in condizioni normali questo ci garantisce una lettura chiara e incontestabile, esistono situazioni in cui la lancetta è terribilmente a metà, ma questo vale solo in casi particolari, ed è bene notare che in questi casi solitamente il <strong>brasilianometro </strong>è al massimo.</p>
<p style="text-align:justify;">La funzione dello <strong>gnoccometro </strong>è chiara a tutti, ed è evidente che a questa lettura debba seguire quella del <strong>fidanzometro</strong>. Quest&#8217;ultimo ha nel suo quadrante un&#8217;altra lancetta, quella del <strong>negrometro</strong>. So che potrebbe risultarvi razzista, ma come diceva il mio Professore, negro non è nient&#8217;altro che l&#8217;aggetivo che sta a significare <em>di colore nero</em>. &#8220;[...]La dolce lode or delle negre chiome[...]&#8221; scriveva Leopardi, e quindi niente storie. Non sostituiremo mai il nostro negrometro con un <strong>nerometro</strong>, un <strong>africanometro</strong> o un <strong>diversamentecoloratometro</strong>. Sarebbero poco precisi. Va da sè che un occhio allo <strong>sbombachiurlometro </strong>un bravo osservatore non dimentica di darlo.</p>
<p style="text-align:justify;">Però non si pensi che abbiamo solo cose per valutare le persone. Saremmo dei poveracci. Vi faccio un esempio, quando si va ad un ristorante dalle nostre parti ci assicuriamo di avere un <strong>parcheggiometro</strong> sul verde, ma anche un <strong>vicinometro</strong> su valori che ci garantiscano di non arrivare al locale con lo <strong>stancometro</strong> alto. Questa era una cosa che Valerio tempo fa non faceva spesso, dal momento che quando trovava parcheggio, la sua spia <strong>Ticosa</strong> era sempre accesa. Entrati in un ristorante, non ci si cura nemmeno di guardare il <strong>tavolometro</strong>, che deve essere per forza almeno su 1, altrimenti non sarebbe un ristorante, quanto piuttosto il <strong>liberometro </strong>ad esso associato; questi <em>check</em> si posson<em>o</em> evitare se si è stati previdenti nel settare, alcune ore prima,  il <strong>prenotazionometro</strong> sul numero di commensali. Quando settate il vostro prenotazionometro, inserite sempre la password <em>Evolvi</em>, che è semplice da ricordare e da comunicare al cameriere ed inoltre, essendo molto rara (ce lo dice il <strong>rarometro</strong>), vi permetterà di mantenere l&#8217;<strong>errorometro</strong> su 0. Scegliere i piatti diventa più semplice se osservate l&#8217;indicatore di <strong>probabilità di bontà</strong>, che segnerà lo stesso valore (o addirittura di meno) del <strong>buonometro</strong> solo se il cuoco ha un <strong>bravometro</strong> molto alto e se gli ingredienti hanno un <strong>qualitatometro </strong>adeguato. Per scegliere da bere Alessandro è l&#8217;addetto al <strong>vinometro</strong>, ed al relativo <strong>prezzometro</strong>. Durante la cena, alcuni discorsi sono per noi immancabili, uno su tutti le news sul fratello di uno di noi: se la spia <strong>Michele</strong> indica presente, e se il <strong>veronicometro </strong>è su<strong> </strong>&#8220;novità&#8221;, il divertimento è assicurato.  Poi ci si augura che il <strong>contometro</strong> non ci faccia brutti scherzi. Dopo cena, sebbene per molti di noi la lucetta <strong>Casa del Br o dell&#8217;Anto</strong> stia lampeggiando, spesso anche la lancetta dell&#8217;indicatore accanto è sul <strong>Vorrei ma non posso</strong>. Forse è meglio così, sia mai che il <strong>malatometro</strong> della madre della ragazza sia sul rosso. Poi ci toccherebbe vedere attivarsi il <strong>cazziatometro </strong>anche se il <strong>mesometro</strong> è alto.</p>
<p style="text-align:justify;">Si sceglie allora di andare alla Dama. Il <strong>persometro</strong> a questo punto non ci lascia scampo.</p>
<p style="text-align:justify;">E questo, non è che un niente in confronto a quello che non ho detto.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/drdario.wordpress.com/48/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/drdario.wordpress.com/48/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/drdario.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/drdario.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/drdario.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/drdario.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/drdario.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/drdario.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/drdario.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/drdario.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/drdario.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/drdario.wordpress.com/48/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=48&subd=drdario&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dikom, I love you</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 13:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drdario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[In Viale Certosa, a Milano, c&#8217;è la sede di un&#8217;azienda, che per me è da considerarsi (d&#8217;ora in poi) il mio nuovo luogo sacro. E&#8217; la Dikom, azienda che produce diverse cose, che non sto ad elencarvi, perchè non me ne potrebbe fregare di meno. Ad eccezione di una. Una chiavetta USB. Ma partiamo dall&#8217;inizio.
Un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=drdario.wordpress.com&blog=3784565&post=43&subd=drdario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://images.ciao.com/iit/images/products/normal/721/product-607721.gif"><img class="alignleft" src="http://images.ciao.com/iit/images/products/normal/721/product-607721.gif" alt="" width="169" height="169" /></a>In Viale Certosa, a Milano, c&#8217;è la sede di un&#8217;azienda, che per me è da considerarsi (d&#8217;ora in poi) il mio nuovo luogo sacro. E&#8217; la <a href="http://www.dikom.it/Default.aspx" target="_blank">Dikom</a>, azienda che produce diverse cose, che non sto ad elencarvi, perchè non me ne potrebbe fregare di meno. Ad eccezione di una. Una chiavetta USB. Ma partiamo dall&#8217;inizio.</p>
<p style="text-align:justify;">Un giovane laureando in biologia, che chiameremo D, sta impiegando buona parte della sua estate 2008 in un&#8217;attività di laboratorio presso la sua Università, per portare a termini alcuni esperimenti i cui risultati andranno a costituire poi l&#8217;argomento della tesi, ultimo scoglio prima dell&#8217;agognata laurea. Passa intere giornate in un laboratorio disordinato, dove, a causa di un condizionatore poco furbo (spara aria calda sempre e comunque e gli unici modi per spegnerlo sono calci e pugni), la temperatura è a dir poco tropicale. Gli esperimenti, nonostante siano piuttosto ripetitivi e pongano il nostro eroe a continuo contatto con sostanze tossiche, sembrano procedere bene, ed il nostro annota diligentemente i risultati su un block-notes. Ma, visto che siamo nel XXI secolo, buona parte del lavoro sarà virtualmente salvato su una chiavetta USB.  Dikom, appunto. L&#8217;estate avanza, e D decide che è il momento di una pausa, il suo cervello ringrazia. Lo studente visita una graziosa città spagnola, per poi passare qualche giorno al mare. Infine, riposato, torna al suo lavoro, con l&#8217;intenzione di rivedere la strada fatta fino a quel momento.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-43"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Cerca la chiavetta USB. Oh, certo, l&#8217;ha messa vicino al computer, dove altrimenti?</p>
<p style="text-align:justify;">No, strano. Cassetto della scrivania?</p>
<p style="text-align:justify;">No. Il nostro comincia a non sentirsi troppo bene, ma non è che stia male, sta poco bene. Libreria?</p>
<p style="text-align:justify;">No. Il nostro sta male, no, non poco bene, sta male. E comincia a rovistare la casa, con la perizia di un ladro consumato.</p>
<p style="text-align:justify;">Due ore di tentativi, nulla. Tutto è perduto. Ma non sarebbe un promettente studioso se ogni tanto non avesse un&#8217;intuizione, vero? Ecco, un flash: l&#8217;ultima volta che ha visto la benedetta chiavetta, indossava dei pantaloni corti verdi (lui, non la chiavetta). Devono essere nella tasca dei pantaloni, ovvio!</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Mamma, sai per caso dove sono i miei pantaloni verdi?&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Al loro posto, nell&#8217;armadio, te li ho lavati&#8221;. Se prima stava male ora sta peggio.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..in lav&#8230;.in lava&#8230;.coff coff&#8230;.in lavatrice?!?!?!?&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Certo, e li ho pure stirati!&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Con il ferro da stiro??&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Certo, come altrimenti?&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Si appella alle sue ultime forze e cerca di ricordare quanti più santi conosce. Va verso l&#8217;armadio. Trova i pantaloni, tasta la taschina laterale. E&#8217; lì, quel prezioso supporto che una volta conteneva il suo lavoro, è lì sotto le sue mani. Il suo lavoro, che deve essere ora svanito fra l&#8217;ammorbidente e l&#8217;anticalcare.</p>
<p style="text-align:justify;">D inserisce la chiavetta nel suo PC, e&#8230;un miracolo! Tutto perfettamente funzionante! Il ragazzo recupera la lista di santi stilata prima, ringraziandoli uno ad uno! Provvede poi a fare svariate copie del suo lavoro, che non si sa mai. E&#8217; salvo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco, questo è il motivo per cui amo la Dikom, i suoi operai, i dirigenti, i centralinisti, gli avvocati, i fattorini. Ed i loro parenti. E gli amici di questi ultimi.</p>
<p style="text-align:justify;">Perchè mi sento vicino a questo ragazzo, a cui, in fondo, voglio molto bene.</p>
<p style="text-align:justify;">
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